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6 motivi per andare in Sicilia

Non sei mai stato in Sicilia e non ti ispira come meta per le tue prossime vacanze? Adesso in soli sei punti ti faremo cambiare idea!

  1. Nuotare alle isole Egadi
  2. Ammirare il barocco siciliano nella Val di Noto
  3. Perdersi tra i mercati di street di Palermo
  4. Scoprire i tesori della Valle dei Templi
  5. Ammirare lo spettacolo del tramonto alle saline di Marsala
  6. Assaporare la cucina siciliana

Nuotare alle isole Egadi

L’arcipelago delle Egadi, conosciute anche come Aegates in latino, è composto da tre isole principali: Favignana, Levanzo e Marettimo, a cui si aggiunge l’isolotto di Formica e lo scoglio di Maraone. Raggiungibili facilmente in giornata con un aliscafo dal porto di Trapani sono la destinazione perfetta per una gita tra le acque cristalline della Sicilia. Al fine di preservare le bellezze naturali dell’arcipelago, è stata recentemente istituita l’Area Marina Protetta (AMP) delle Isole Egadi, la più grande riserva marina d’Europa.

Le isole Egadi vengono ricordate anche per la mattanza dei tonni, una pratica tradizionale e ricca di storia; il termine mattanza deriva dallo spagnolo matar che significa “uccidere” e veniva usato per descrivere la giornata di risalita della tonnara. La tonnara non fa riferimento, come molti credono, allo stabilimento in cui veniva trattato il tonno, ma proprio alle reti con cui questo veniva pescato. La tonnara di Favignana era detta la Regina delle tonnare, sia per numero di tonni pescati sia per le loro dimensioni: nel 1964 vennero pescati 14mila tonni e nel 1982 ne venne pescato uno che pesava 640 kg. A oggi la mattanza però non è più una ricorrenza antica basata sul rispetto per il grande pesce: ormai la pesca viene fatta tutto l’anno, con le tonnare volanti, in particolare dai giapponesi. L’ultima mattanza a Favignana risale al 2007. La storia della mattanza oggi viene raccontata nell’ex stabilimento delle Tonnare di Favignana e di Formica; il costo del biglietto è di 8 euro ed è acquistabile direttamente nello stabilimento.

Favignana, soprannominata dal pittore Salvatore Fiume “la grande farfalla sul mare” per via della sua forma, è la più grande delle isole dell’arcipelago: è lunga 9 km e larga 4, ideale come meta da visitare in bici o scooter. Tra le spiaggie più famose si trova Cala Rossa, così chiamata perchè fu teatro di una delle battaglie più importanti delle guerre puniche: il suo nome ricorda proprio il sangue versato in quell’occasione, che si dice abbia ricoperto completamente le acque del mare.

Ammirare il barocco siciliano nella Val di Noto

Ammirare le tracce del barocco nelle cittadine della Sicilia sud-orientale, è una delle esperienze più affascinanti da vivere sull’isola. Il Barocco siciliano rappresenta la rinascita dell’isola dopo il terremoto del 1693, che rase al suolo più di 2000 anni di storia greca, bizantina, araba e normanna. La Val di Noto, diventata sito italiano Unesco nel 2002, racchiude sotto di sé otto città tardo barocche: Caltagirone, Militello, Catania, Palazzolo, Ragusa, Modica, Noto e Scicli.

Modica, oltre che per le sue chiese barocche, è conosciuta per la produzione di cioccolato, preparato secondo l’antico metodo azteco di lavorazione a freddo, importato in Sicilia dagli spagnoli. La tavoletta di cioccolata modicana ha una consistenza particolare: risulta granulosa per via dei cristalli di zucchero al suo interno e al palato si presenta dolce, ma con una nota amara.

Ragusa si divide in due: la parte superiore racchiude la città moderna, quella inferiore, invece, chiamata Ragusa Ibla è considerata la capitale del barocco siciliano. Quest’ultima è formata da vicoli stretti e graziose piazze su cui affacciano affascinanti palazzi; simbolo della città è sicuramente il duomo di San Giorgio, capolavoro del barocco ibleo.

Perdersi tra i mercati di street food di Palermo

I legami storici di Palermo con il mondo arabo e la sua vicinanza al Nord Africa si riflettono, oltre che nell’architettura, anche nei chiassosi e frenetici mercati del centro storico. Palermo, infatti, è divisa in quattro quartieri storici (Vucciria, Kalsa, Capo e Alberghiera), ognuno dei quali ospita un suo mercato. Tra questi i due mercati storici della città sono quello di Ballarò e quello della Vucciria; il primo è il mercato più vivace, più grande e più antico di Palermo, qui i palermitani vengono a fare la spesa!

Tra le esperienze più belle da fare in Sicilia non puoi perderti un pranzo tra le bancarelle di street food (nulla da invidiare allo street food di Marrakech!) del mercato di Ballarò; e una volta qui ti consigliamo di assaggiare le specialità dello street food palermitano: pane e panelle, pane cà meusa, arancina (e NON arancino), stigghiole, sfincione, rascatura, polipo alla piastra o bollito, ravazzata e iris.

Scoprire i tesori della Valle dei Templi

A pochi chilometri da Agrigento si estende per più di 1300 ettari il sito archeologico più grande del mondo, considerato patrimonio UNESCO dal 1997: la Valle dei templi. Qui è possibile ammirare i templi dorici meglio conservati al di fuori della Grecia, di cui Goethe cantò le lodi nel XVIII secolo. I templi sono tutto ciò che resta dell’antica città di Akragas, al tempo una delle città più importanti delle colonie greche in Sicilia.

Tra le rovine spicca il Tempio della Concordia, sicuramente quello meglio conservato: a differenza degli altri, infatti, è rimasto praticamente intatto dall’epoca della sua costruzione, nel 430 a.C. Altrettanto suggestivi sono il tempio di Hera, conosciuto anche come Tempio di Giunone, sopravvissuto a un terremoto nel Medioevo e un incendio durante l’invasione cartaginese, e il tempio di Giove; tra le rovine di quest’ultimo giace un telamone in posizione supina, cioè una statua maschile con le braccia sollevate che un tempo sorreggeva il peso del tempio. Si tratta però di una copia, poiché l’originale si trova esposto al Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo. Infine, il più antico presente sul sito è il tempio di Ercole, di cui restano però soltanto otto delle sue originarie trentasei colonne.

! piccolo consiglio: se visiti la Sicilia d’estate ti sconsigliamo di venire a visitare questo sito di giorno a causa dell’eccessivo caldo. Vieni un’oretta prima del tramonto: le luci e la piacevole temperatura renderanno la visita ancora più indimenticabile.

Ammirare lo spettacolo del tramonto alle saline di Marsala

La costa che si distende tra Trapani e Marsala è ricca di saline; il sale proveniente da queste saline è considerato il migliore di Italia e per secoli ha rappresentato una voce importante dell’economia locale.

Le saline più suggestive e naturalistiche sono quelle dello Stagnone, a pochi chilometri dal centro di Marsala; qui abbiamo ammirato uno dei migliori tramonti in assoluto: lo spettacolo del sole che scende in mezzo ai mulini a vento, ormai in disuso, e illumina tutto di rosso ci ha lasciato senza parole.

Un consiglio se vuoi goderti lo spettacolo del sole che tramonta sulle saline: vieni almeno mezz’ora prima del tramonto per evitare di restare bloccato nella coda di macchine che si crea non appena il parcheggio si riempie!

Assaporare la cucina siciliana

E l’ultimo (ma non per importanza!) motivo per cui dovresti organizzare una vacanza in terra sicula è sicuramente la cucina siciliana, dal dolce al salato. Gli ingredienti principali che la caratterizzano sono le melanzane, il finocchietto, gli agrumi, le mandorle, i pistacchi, i capperi, le olive, la ricotta fresca, il pesce spada, il tonno, le sarde e i molluschi.

Se dopo questo articolo ti sarai convinto a venire in Sicilia, non potrai fare a meno di assaggiare questi piatti tipici :

  • la pasta alla norma: è uno dei primi piatti siciliani più amati, tipico di Catania, composto da sugo di pomodoro fresco, melanzane fritte e una spolverata di ricotta salata;
  • il pesto alla trapanese: è un condimento tradizionale a base di pomodoro, mandorle, pecorino, olio e aglio rosso;
  • pane e panelle: re dello street food palermitano, il panino con le panelle, preparate con farina di ceci, acqua, prezzemolo e sale e poi (ovviamente!) fritte.
  • il cous cous: non tutti lo sanno, ma questo piatto pur avendo origine magrebine è arrivato in Sicilia durante il periodo della dominazione araba ed è diventato uno dei piatti caratteristici del trapanese; tanto che San Vito Lo Capo a settembre rende onore al cous cous di pesce con un festival multiculturale che attira chef e musicisti da tutto il mondo.
  • le arancine o gli arancini? Da quello che abbiamo potuto capire durante il nostro soggiorno, pare che l’isola si divida in due a proposito del genere del termine: nella parte occidentale si usa il femminile, mentre nella parte orientale se ne parla al maschile. A prescindere dal nome, siamo tutti d’accordo sulla bontà di queste bombette di riso fritte ripiene di carne, piselli e salsa di pomodoro (nella loro versione originale).
  • le sarde a beccafico: tipiche di Palermo, si tratta di sarde arrotolate, ripiene di pinoli, uvetta e prezzemolo e cotte nel forno;
  • il ragù di tonno alalunga: un sugo tipico di Favignana, fatto da tonno cotto in padella con sugo di pomodoro e foglie di menta;
  • la caponata: un contorno agrodolce a base di melanzane, capperi, cipolla e olive;
  • la parmigiana: un piatto a base di melanzane fritte e gratinate in forno, con passata di pomodoro, basilico, aglio e formaggio;

E tra i dolci più caratteristici ci sono:

  • i cannoli: delle scaglie fritte e farcite di ricotta zuccherata, a volte arricchita di frutta candita, pezzetti di cioccolato o granella di pistacchio;
  • la cassata: una specie di tortino di ricotta, zucchero, vaniglia, scaglie di cioccolato e frutta candita;
  • la frutta martorana: prende il nome dal monastero di Palermo dove è stata creata e si tratta di dolci di marzapane, modellati nelle forme di vari frutti;
  • le genovesi: dolci di pasta frolla tipici di Erice, ripieni di crema pasticciera e ricoperte di zucchero a velo;

Quindi, che ne dici? Ti abbiamo convinto a prenotare un volo direzione Sicilia? Faccelo sapere nei commenti!

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